Napoli


Una volta fatta colazione, siete pronti per la città. Percorrete via Toledo finché non incrocia Spaccanapoli, che divide Napoli in due parti. Cinque minuti e sarete a Piazza del Gesù Nuovo.
Gustatevi il complesso di Santa Chiara, sontuoso emblema della sovrapposizione di stili, gusti e culture tipica della città: terme romane a poca distanza dal sepolcro di Filippo di Borbone e dal chiostro delle clarisse, ricoperto di maioliche colorate.
Proseguendo su via Benedetto Croce, trovate piazzetta Nilo e la statua al dio Nilo. È chiamata il “Corpo di Napoli” e si dice sia il centro esatto della città.

Prendetevi qualche minuto e date un’occhiata al rigattiere sulla piazza (antiquariato vario, anche divertente), visitate l’adiacente ospedale delle bambole, ricovero per pupazzi “ammalati”, e passeggiate in via San Gregorio Armeno, la pittoresca strada dei presepisti, che con tecniche del XVIII secolo aggiornano, di anno in anno, l’immaginario collettivo con le loro trovate anche provocatorie.
Procedendo per via S. Gregorio arriverete a via dei Tribunali e, girando a destra, incrocerete via Duomo e quindi la grande cattedrale con il suo magnifico battistero, la basilica paleocristiana e la Cappella che ospita le reliquie di San Gennaro e le due ampolle che contengono il suo sangue (si scioglie due volte l’anno: la prima domenica di maggio e il 19 settembre).
Vi consiglieremo noi diversi ristoranti o pizzerie per mangiare prodotti tipici napoletani. Dopo pranzo, il pomeriggio può iniziare dalla visita del Maschio Angioino, imponente castello costruito nel ’200 per la corte angioina. Ammirate le cinque torri cilindriche e l’Arco di Trionfo, ci si può incamminare per via San Carlo.

Sulla sinistra il Real Teatro di San Carlo, costruito nel 1737 per volontà di Carlo di Borbone, è il più antico e tra i più belli d’Europa e può ospitare fino a 3mila spettatori.
Di fronte, la Galleria Umberto I, elegante passaggio commerciale della fine dell’800, in cui c’è la pasticceria Mery, perfetta per una merenda a base di sfogliatella calda o di una fetta di pastiera (poco più in là, ci sono anche l’elegante Caffè Gambrinus in stile Belle Époque, e il Gran Caffè La Caffettiera, con le degustazioni e il suo museo).
Proseguendo, ecco Piazza Plebiscito delimitata dal seicentesco Palazzo Reale: residenza dei Borboni durante il Regno delle Due Sicilie e dei Savoia dopo l’Unita d’Italia, ha una sobria facciata vanvitelliana dietro la quale ambienti fastosi, tra cui il bellissimo Teatrino di corte.

Da qui imboccate via Chiaia, mecca dello shopping di qualità che riserva anche intriganti sorprese (da NennaPop stilisti emergenti e pezzi vintage; per regali sfiziosi in stile Betty Boop andate da Ici c’est moi). Se però subite il fascino dell’abito su misura, percorretela tutta: arriverete in via Filangeri, dove c’è l’atelier del maestro Mariano Rubinacci (vestiti da leggenda). Scelto l’abito, fatevi dare un lembo del tessuto: potrete scendere da Marinella per abbinarvi una cravatta d’autore.
A questo punto siete pronti per l’aperitivo. Decidete se raggiungere il Trip o il Lanificio 25 (ex opificio diventato spazio della creatività e del buon vivere) oppure andare sul lungomare. Via Caracciolo vi sorprenderà: una splendida vista sul Golfo, Castel dell’Ovo (leggenda vuole sia tenuto in piedi da un uovo nascosto nelle segrete: se si rompesse, oltre a crollare la fortezza, anche Napoli sarebbe travolta da una serie di catastrofi) e molti locali.

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